giovedì 2 settembre 2010

Importante ed inquietante scoperta archeologica in Guatemala

Il ritrovamento è avvenuto in Guatemala, nel sito archeologico di El Zotz (a circa 30 chilometri da Tikal).

L’antropologo statunitense Stephen Houston e il suo team di ricercatori hanno portato alla luce la sepoltura di un re maya, una tomba di pietra e fango ben sigillata, datata fra il 350 e il 400 d.C. Lo scavo è avvenuto in Guatemala, nel sito archeologico di El Zotz (a circa 30 chilometri da Tikal).
Nel sepolcro, rinvenuto sotto la cosidetta Piramide El Diablo, oltre ai resti del sovrano sono state trovate ceramiche, pitture e sculture, manufatti in legno, resti carbonizzati di bambini offerti in sacrificio e recipienti in ceramica decorata contenenti altri resti di corpi umani.

“Si tratta di una bellissima scoperta, importante e inquietante al contempo – ha detto il professor Houston – Vogliamo capire perché i Maya sacrificavano bambini così piccoli. Potrebbe trattarsi di un rituale che veniva praticato alla morte di un re o di un personaggio di rango elevato.”
Dall’analisi dei resti carbonizzati è infatti risultato che ad essere offerti in sacrificio erano stati due piccoli di età compresa fra 1 e 2 anni e altri due di età compresa fra i 4 e 5 anni. I loro resti erano in vasi di terracotta in cui era stato acceso un fuoco.

Il ritrovamento, che risale all’estate, ha fornito ai ricercatori importanti informazioni sulla civiltà Maya, ritenuta la più importante fra le civiltà del Centroamerica, apparsa nella zona che include la penisola messicana dello Yucatan, l’Honduras, El Salvador, il Belize e il Guatemala verso il 1500 a.C (secondo alcune fonti verso il 1800 a.C. e secondo altre verso il 1000 a.C.).

Il corpo del sovrano è stato rinvenuto su un palco rialzato rispetto al terreno. La costruzione era crollata distruggendo parte degli oggetti del corredo funerario. Per il recupero del contenuto della tomba sono stati interpellati specialisti nella conservazione dei manufatti (molti oggetti sono assai fragili).
I denti del re erano ricoperti di giada e intarsi di pirite; il suo reale sorriso doveva essere un tripudio di brillanti lampi colorati. Gambe e braccia erano ricoperte di denti di animali, un arrangiamento già visto nelle raffigurazioni sulla pietra e nelle pitture maya ma che sinora non era mai stato riscontrato nella realtà. Per la portata del ritrovamento, gli scavi dureranno verosimilmente diversi anni.

Fonte
Ticino Libero