sabato 27 ottobre 2012

Guatemala: scoperta una delle più antiche tombe Maya

Nel sito archeologico di Tak’alik Ab’aj (sud-ovest del Guatemala, a circa 45 km dal confine con lo stato messicano del Chiapas), dopo un decennio di continue ricerche, è stata ritrovata una delle più antiche tombe maya conosciute.


Tra i sorprendenti risultati centinaia di perle di giada, cucite su stoffa o pelle, ricamate su braccialetti e cavigliere.

La datazione al radiocarbonio, secondo le prime analisi, confermerebbe la data del 700-400 a.C., e per questa ragione considerata la più antica sepoltura reale Maya.

L’abbigliamento di questa seconda sepoltura, che, come la prima, non presenta ossa conservate a causa del tempo trascorso, contiene pochi vasi, ma meravigliose statuette femminili.

La collana, con forme particolari di perle simili a quelle che si trovano nella zona Olmechi, è un pezzo unico centrale: una cosiddetta “figura alata in piedi” o “figura umana con testa di uccello”, in analogia con i vari pezzi della collezione del Museo del Costa Rica.

Questi ritratti di figura umana con testa di uccello, molto probabilmente un avvoltoio, potrebbero rappresentare una prima indicazione che il possessore sarebbe stato un uomo di alto rango.

Il ritrovamento è di grande importanza per considerare la connessione tra la via commerciale lungo la costa del Pacifico e l’apparente sviluppo socio-culturale in questa regione geografica, e fornisce inoltre l’opportunità di stabilire gradi di similitudine e differenze tra caratteristiche culturali e le relative diffusioni.

martedì 16 ottobre 2012

Stonehenge: nuove scoperte grazie alla tecnologia laser

Nuove importanti scoperte sono state fatte presso il sito archeologico di Stonehenge,.

Grazie ad alcune rilevazioni effettuate tramite innovative tecniche laser, alcuni studiosi hanno rintracciato importanti intagli risalenti all’epoca preistorica.

Queste opere, inscritte sulle gigantesche pietre che costellano il complesso monumentale non sono visibili ad occhio nudo, ma sono state riportate alla luce grazie all’ausilio della tecnologia ed hanno permesso agli studiosi di fare nuove ipotesi su quali fossero gli utilizzi del sito in epoca arcaica.


L'enigma di Stonehenge

Le pietre di Stonehenge furono trasportate dal Galles 5.000 anni fa

lunedì 8 ottobre 2012

Scoperti in Guatemala i resti di un’antica regina guerriera Maya

Scoperti nel sito archeologico maya di El Peru-Waka’ i resti di un'antica regina guerriera: la tomba sembra appartenere a K’abel, la sovrana che fu a capo del regno di Wak tra il 672 e il 692 d.C.

Il corpo era sepolto insieme a diversi oggetti, tra cui vasellame in ceramica, gioielli di giada, figurine di pietra e una particolare giara d’alabastro modellata a forma di conchiglia di strombo.
Secondo gli studiosi, i geroglifici sul retro della giara contengono i nomi di “Signora delle Ninfee” e “Signora del Dio Serpente”.
I nomi si riferiscono alla regina che governò il regno di Wak, K’abel, appartenente alla dinastia Kan originaria della città di Calamkul, la capitale maya. Sposata con K'inich Bahlam, si fregiava del titolo di “Kaloomte”, cioè supremo guerriero, che le dava maggiore autorità di un re.
Sebbene le pessime condizioni di conservazione dello scheletro abbiano impedito di determinare con certezza sesso ed età, le caratteristiche del cranio sembrano coincidere con quelle di un antico ritratto della regina Maya.
Anche il ritrovamento di una conchiglia d’ostrica sul torace suggerisce che la tomba appartenesse proprio a K’abel: secondo gli archeologi che hanno studiato i resti, infatti, la regina indossava quel tipo di conchiglie come ornamenti.

La scoperta di questa nuova tomba potrebbe aiutare gli studiosi a capire perché la città rimase un centro di venerazione anche dopo il collasso del regno di Wak. Gli autori dello studio infatti scrivono: “Ora è chiaro che l'età d'oro della città, la sua grande regina e suo marito, vennero ricordati e celebrati dalle persone comuni, con le loro umili offerte e speranze per un futuro rinnovato

lunedì 24 settembre 2012

Filippine scoperte tombe di "mille anni fa"

Scoperto da un team di archeologici del Philippine National Museum un antico villaggio risalente a mille anni fa, situato su una montagna tra la giungla incontaminata.
Il villaggio rivela la presenza di bare di calcare di una tipologia mai trovata prima nella nazione del Sud-Est asiatico.
I rilevamenti sono stati effettuati sul Mount Kamhantik vicino alla citta' di Mulanay nella provincia di Quezon, nelle Filippine orientali.
La datazione del villaggio e' stata ipotizzata dopo aver sottoposto alla prova del carbonio un dente umano trovato in una delle quindici tombe rilevate.
La scoperta delle tombe e' importante perche' dimostra che tra i filippini era gia' diffusa la pratica della sepoltura prima di quanto si pensasse e che si facesse gia' ricorso a strumenti di metallo per scavare le fosse.

lunedì 10 settembre 2012

Bibbia, nuove scoperte sul re Davide

L'Universita' di Gerusalemme ha annunciato la scoperta di oggetti che per la prima volta fanno luce su come veniva organizzato il rituale religioso in Giudea ai tempi di re Davide.

Durante recenti scavi archeologici a Khirbet Qeiyafa, una citta' in Giudea adiacente alla valle di Elah, l'archeologo Yosef Garfinkel e i suoi colleghi hanno riportato alla luce una ricca raccolta di ceramiche, utensili in pietra e metallo, e diversi oggetti d'arte.

La scoperta comprende inoltre tre grandi vani che fungevano da santuari: sia per la loro architettura sia per i ritrovamenti effettuati al loro interno, queste stanze corrispondono abbastanza fedelmente alla descrizione biblica di come si svolgesse un rituale religioso durante il periodo di re Davide.

Si tratta di una scoperta straordinaria in quanto e' la prima volta che vengono ritrovati santuari risalenti al periodo dei primi re biblici. Poiche' questi santuari precedono di circa 30-40 anni la costruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme, forniscono la prima evidenza concreta di come si svolgesse un culto al tempo di re Davide, con implicazioni significative per l'archeologia, la storia e gli studi biblici e religiosi.

lunedì 3 settembre 2012

Turchia, ritrovate tre tavolette ittite nel sito di Yozgat

Tre tavolette cuneiformi frammentarie ittite del XIII sec. a.C. sono il risultato piu' importante ottenuto quest'anno dalla missione archeologica svolta dall'Universita' di Firenze in collaborazione con il Museo di Yozgat sul sito di Usaklı Hoyuk (Yozgat) in Turchia.


I ritrovamenti documentano la lunga vita della citta', sorta lungo il fiume, in una fertile valle dominata dal massiccio profilo del monte - oggi Kerkenes Dag - l'ittita Daha, sede del dio della Tempesta. I frammenti portati alla luce si aggiungono al notevole rituale magico ittita rinvenuto nel 2009 dall'e'quipe fiorentina che da cinque anni compie ricerche archeologiche, geomagnetiche e geomorfologiche sul sito e nel suo circondario.


venerdì 31 agosto 2012

1800 bambini sacrificati agli dei dagli Atzechi.



Che gli Atzechi  praticassero, nel loro culto religioso, sacrifici umani ne eravamo al corrente da monto tempo.
Tuttavia impressiona il ritrovamento di un ammasso d’ossa di circa milleottocento bambini, alcuni adulti e il lo scheletro completo di una donna.

La scoperta è avvenuta a Città del Messico, cinque metri sotto il livello del manto stradale, il sacrificio è databile intorno al 1480 e il ritrovamento è ai piedi della capitale fondata dagli Atzechi nel 1325.

venerdì 20 luglio 2012

Mostre: esposte le “Mummie di Roccapelago”

E’ stata una delle più singolari scoperte degli ultimi anni , protagonista ora della mostra “Le Mummie di Roccapelago (XVI-XVIII sec.): vita e morte di una piccola comunità dell’Appennino modenese allestita fino al 14 ottobre nel museo e nella Chiesa di Roccapelago.
Una fossa comune con 281 inumati, di cui circa 60 mummificati, sepolti dalla metà del Cinquecento alla fine del Settecento, rinvenuta nel gennaio 2011 durante i restauri della chiesa. Scoperchiato il soffitto della cripta, era apparsa una piramide di corpi accatastati uno sull’altro, una montagna di ossa, pelle, tendini e capelli ancora avvolti in sacchi-sudari, con camice, calze, cuffie e piccoli oggetti d’uso quotidiano. Ora la mostra curata da Giorgio Gruppioni e Donato Labate espone 13 di quelle mummie e circa 150 tra i reperti più significativi rinvenuti nello scavo, cercando di raccontare la vita di  quella piccola comunità montana di 40, 50 individui al massimo vissuti abbarbicati sul loro cocuzzolo, a 1095 metri di altitudine.
Studiando i loro resti vari esperti stanno ricostruendo la loro vita, scoprendo le abitudini dei contadini, le vesti , i modi di sepoltura, la dieta, le malattie, i traumi e i tentativi di cura. Le informazioni più struggenti vengono dalle cure applicate alle salme, amorevolmente preparate dai propri cari prima dell’inumazione.
I capelli delle donne erano acconciati con trecce e chignon o raccolti in cuffie, le mani intrecciate in atto di preghiera o adagiate sull’addome, i polsi e le caviglie legati per mantenerli uniti, i menti fasciati per evitare che la bocca si spalancasse.
Come nei giorni di festa, le si adornava con anelli, orecchini, collane o bracciali, gioielli semplici, in linea con il tenore di vita della comunità, mai in metallo prezioso.

martedì 17 luglio 2012

La città "perduta” dei Vichinghi


Un team archeologico ha riportata alla luce, nella Germania settentrionale, una cittadina dell'VIII secolo.
Potrebbe essere la base militare vichinga di Sliasthorp, descritta per la prima volta nell’804 d.C. nei documenti del Sacro Romano Impero.
Questo l’annuncio degli archeologi al lavoro negli scavi di Füsing, vicino al confine con la Danimarca.
Sia che si tratti della città che fu usata dai primi re scandinavi come base militare, o di altra città, secondo gli archeologi il sito offre un serie di importanti testimonianze  relative all’organizzazione militare e alla pianificazione urbanistica della civiltà vichinga.
Fin’ora gli scavi, iniziati nel 2010, hanno riportato alla luce trenta edifici; le immagini aeree e i rilevamenti geomagnetici tuttavia indicano la presenza di altri duecento edifici, tra cui spicca una casa comune lunga trenta metri e larga nove.
L’edificio sembra recare i segni di un violento attacco: punte di frecce sono state rinvenute nelle pareti carbonizzate, inoltre è stato ritrovato un tribolo, arma di ferro con più punte che veniva posata a terra per ferire i nemici che vi finivano sopra:
Sono stati inoltre ritrovati gioielli, perline di vetro, monete d’argento e monili.
Secondo i resoconti dell’804 d.C. Sliasthorp era una base militare del sovrano Gotrik, noto anche come Godfred o Gudfred, che all’inizio dell’VIII secolo ristrutturò e rimise in funzione il Danevirke ( un sistema di fortificazione lungo una trentina di chilometri costruito attorno al 700 d.C.), per fronteggiare la minaccia dell’espansione dell’impero franco.

sabato 16 giugno 2012

Serbia: scoperto cimitero di mammuth


Arriva dalla Serbia l’ultima importante scoperta archeologica.

Sembra infatti che nella miniera di carbone di Kosotolac, nella Serbia orientale, sia stato rinvenuto quello che potrebbe essere a tutti gli effetti un cimitero di mammuth.
Gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di sette scheletri degli enormi mammiferi.
Pochi giorni prima era stato individuato anche un altro scheletro e già nel 2009 era stato rinvenuto nella stessa zona lo scheletro di un esemplare femmina di mammuth, chiamata Vika.
La scoperta si profila davvero come straordinaria anche perché finora sono stati ritrovati meno di 30 scheletri di mammuth in ogni angolo del pianeta. A rendere particolarmente interessante il ritrovamento è il capo degli archeologici, Miomir Korac che sottolinea l’importanza della scoperta dato che si tratterebbe del primo cimitero di mammuth rinvenuto.

mercoledì 6 giugno 2012

Trovato a Londra il primo teatro di Shakespeare

Il Curtain Theatre della zona di Shoreditch fu il primo teatro in cui le opere di William Shakespeare furono rappresentate, prima ancora che nel mitico Globe, che compare in moltissimi gadget scespiriani e al quale le poste di sua maestà britannica dedicarono nei secoli alcuni francobolli. La struttura ritrovata fu smantellata nel diciasettesimo secolo e il luogo esatto sul quale sorgeva si perse con la memoria dei primissimi spettatori delle opere del Bardo.
Ora ciò che è rimasto della sua platea di acciottolato e delle fondamenta su cui poggiava la struttura in legno è stato trovato da un'equipe di archeologi del Museum of London. Gli scavi hanno per ora rivelato due sezioni delle mura esterne, utili per calcolare le dimensioni del teatro, e un cortile che potrebbe appartenere al teatro o a un insediamento successivo. Che il teatro si trovasse nei pressi di Curtain Road, l'omonima, antica via che ancora oggi scorre nei suoi pressi era noto - una placca per ricordarne l'esistenza è affissa poco distante - ma la sua esatta collocazione, nella vicina Hewett Street, è stata scoperta soltanto adesso. «Abbiamo eseguito una valutazione e ci siamo imbattuti nel teatro che è assolutamente ben conservato, meglio di qualsiasi altro teatro di Shakespeare - ha detto alla France presse una portavoce del Museum of London - è l'ultimo dei teatri di Shakespeare a tornare alla luce».
Il Curtain fu costruito a poche centinaia di metri da un altro teatro, chiamato semplicemente The Theatre, le cui fondamenta sono state rinvenute nel 2008 dallo stesso team di archeologi. Leggenda narra che l'attore e manager del Theatre, James Burbage, dopo una lite con il padrone dello stabile, avesse smantellato la struttura in legno e l'avesse spedita dall'altra sponda del Tamigi, dove fu costruito il Globe. Dal 1597 per almeno due anni, il Curtain fu usato al suo posto e vi furono rappresentate tragedie come Romeo e Giulietta e Enrico V. The Curtain fu aperto nel 1577 e ospitò i The Lord Chamberlain's Men, la compagnia teatrale con cui Shakespeare lavorò per gran parte della sua vita; fu qui che il drammaturgo portò in scena le sue opere a partire dal 1597, fino a quando non aprì il Globe Theatre, nel 1599. Quando i The Lord Chamberlain's Men si trasferirono al Globe, furono altre compagnie a tenere rappresentazioni al The Curtain, rimasto attivo, riportano le cronache del tempo, fino al 1622, anche se gli storici sono propensi a ritenere che venne usato ancora per altri 20 anni

tratto da ilGiornale.it

lunedì 4 giugno 2012

Scoperta la Città Bianca

Il sito è stato individuato durante le riprese aeree realizzate per un documentario relativo alla zona conosciuta come "Città Perduta" o "Città Bianca."
Le operazioni sono state effettuate utilizzando la moderna tecnica di telerilevamento  dato che le rovine si trovano in una zona di difficile accesso, immersa nella lussureggiante giungla.

I resti potrebbero appartenere alla "Città Bianca", un luogo sacro e centro principale del regno di un'antica civiltà precolombiana che, secondo la leggenda degli indios Pech che vivono nella zona, comprendeva enormi costruzioni in pietra bianca con imponenti raffigurazioni di figure umane e di animali.

Secondo l'archeologo americano Steve Helkins questo ritrovamento apre la strada a importanti ricerche archeologiche e scientifiche che potrebbero portare alla scoperta più importante del secolo.

"È ancora troppo presto per fornire dati più precisi, le operazioni di  ricerca sono ancora in corso e ci vorrà del tempo prima che si concludano a causa della posizione poco accessibile del sito in cui si trovano numerosissimi alberi alti oltre 70 metri. L'arrivo al punto esatto e le successive ricerche cominceranno tra due o tre mesi" ha dichiarato l'Istituto Hondureño di Antropologia e Storia.

L'Honduras, con l'importante sito archeologico di Copán, è uno dei Paesi che formano il cosiddetto "Mondo Maya". Tuttavia, si stanno scoprendo molti luoghi con resti risalenti ai maya, nella sola giungla di Moskitia si pensa che siano presenti più di 200 siti archeologici.


I Maya

lunedì 28 maggio 2012

Archeologia: Londra, moneta prova esistenza casa chiusa al tempo dei Romani

Lungo la riva ovest del Tamigi è stata rinvenuta una moneta di bronzo utilizzata per pagare le prestazioni delle prostitute di una bordello nella Londra romana di quasi duemila anni fa.
Ne dà notizia la rivista ''Archeologia Viva'' nel numero in edicola.
Il singolare "gettone" su una faccia raffigura un uomo e una donna durante un atto sessuale, mentre, sull'altro lato, riporta il numero XIIII, ovvero il costo della prestazione in assi, moneta in uso già dal IV secolo a. C.

giovedì 24 maggio 2012

Betlemme: scoperto il più antico reperto.

Desta emozione fra gli archeologi in Israele la scoperta di un sigillo in creta di circa 2.700 anni fa che menziona la località di Betlemme.
Si tratta del più antico reperto archeologico relativo a Betlemme recuperato finora.
La scoperta è avvenuta nella cosiddetta 'Cittadella di re David': un parco archeologico che si estende a ridosso delle Mura della Città vecchia di Gerusalemme, nel rione prevalentemente arabo di Silwan.
Il frammento del sigillo ha un diametro di un centimetro e mezzo.
Su di esso compare un testo su tre righe, in ebraico arcaico.
Nella parte centrale i ricercatori hanno decifrato le parole: 'Beit Lehem', ossia Betlemme. Si presume che sia stato utilizzato per sigillare un documento di carattere fiscale del regno di Giudea, inoltrato da Betlemme alla vicina Gerusalemme.

mercoledì 16 maggio 2012

La catacomba dei bambini a San Lorenzo scoperte dodici gallerie sotto la Tiburtina

A circa cinquanta centimetri di profondità dalla strada di piazzale del Verano, lungo la via Tiburtina, è emersa un'intera catacomba, un sistema di dodici gallerie ipogee intatte d'epoca imperiale, usate fino al IV secolo d.C.
«Si tratta di gallerie catacombali di altezza variabile, scavate nel tufo - racconta la direttrice dello scavo Paola Filippini  E' emersa una galleria principale, alta oltre sei metri, in asse con la via Tiburtina, e undici gallerie minori su quote diverse, che si diramano come denti di un pettine. Le sepolture appaiono ordinate in pile di loculi scavati lungo le pareti e chiusi da tegole sigillate con calce». E' la galleria maggiore che ha restituito un rinvenimento cruciale: un loculo dove, sull’intonaco bianco, si conserva il simbolo del "Cristogramma", formato dalla sovrapposizione delle lettere greche "Chi" e "Rho", le iniziali del nome di Cristo, e che testimonia la natura cristiana della catacomba. Ma ad aver colpito gli studiosi è l'alta presenza di sepolture infantili. Una caratteristica insolita della catacomba è che tutti gli spazi residuali delle pareti e delle scale  cioè gli stessi scalini  sono stati usati per realizzare piccoli loculi. «Il 20% delle inumazioni è stato trovato aperto, e questo ci ha consentito, caso raro nelle catacombe, di effettuare analisi antropologiche sui resti umani, e di verificare che gli infanti erano soprattutto maschi», avverte la direttrice Filippini.

Tanti gli oggetti rinvenuti accanto ai loculi, dai dadi in osso, a monete, campanellini, lucerne, aghi crinali, vasetti in ceramica, vetri, conchiglie che in origine erano allettati nella malta di chiusura del loculo: tutti rituali funebri che i parenti usavano per riconoscere la tomba del loro caro.

16 maggio 2012

Fonte La RepubblicaRoma.it

martedì 15 maggio 2012

La città sumera scoperta dagli italiani

E’ rimasta sepolta per oltre cinquemila anni la città sumera scoperta da un team di archeologi italiani ed iracheni, a sud di Nassiriya .
Gli scavi iniziati solo quest’anno nel sito di Abu Tbeirah, una ventina di chilometri a est della città di Ur, hanno già riservato molte sorprese tra cui almeno cinque tombe, centinai di ceramiche e diversi oggetti in bronzo.
Una delle tombe, chiamata “la tomba del piccolo principe”, sembra sia appartenuta a un bambino di circa un anno sepolto con un ricco corredo: vasi di bronzo, un pugnale, un elemento di toeletta e tre perle di cornalina.
L’ipotesi fatta dagli archeologi è che si tratti di un’importante città del III millennio a.C.
L’importanza della città sumera è confermata sia dalla sua estensione, 42 ettari, sia dal ritrovamento di un sigillo di forma cilindrica raffigurante la scena di un banchetto.
La somiglianza di questi reperti con i ritrovamenti provenienti da Ur fanno supporre che si tratti di una delle sue principali città vassalle.

Sumeri

sabato 12 maggio 2012

Scoperta tavoletta d'argilla con linguaggio sconosciuto

E’ stata scoperta, dai ricercatori della University of Cambridge, una tavoletta d’argilla incisa con un linguaggio cuneiforme in parte sonosciuto.
Risalente a 2.500 anni fa è stata rinvenuta al palazzo di Ziyaret Tepe, nell’antica città Assira di Tshua.
Potrebbe trattarsi di una lista di nomi, la maggior parte dei quali scritti in una lingua non corrispondente a nessuna di quelle note.
Nell’incisione si possono leggere nomi Assiri e di altre lingue relative a quel periodo, come Luwian o Hurrian, tuttavia la maggior parte dei nomi appartengono a un linguaggio non ancora identificato.
Lo studioso MacGinnis ritiene che molto probabilmente si tratti di una lista di schiavi o di persone di altre culture, deportate in un città straniera e costrette, dalla dominazione Assira, a lavora al palazzo del governatore.

Assiri

giovedì 10 maggio 2012

Calendario Maya senza fine del mondo

Nessuna indicazione dell'apocalisse nel più antico calendario Maya.
Pareti dipinte con cicli lunari e planetari. "Il calendario è come un contachilometri si azzera e ricomincia da capo".

La rivista Science pubblica la scoperta di un gruppo di studiosi, coordinato dal professore William Saturno della Boston University, al quale ha partecipato anche l'italiano Franco Rossi della stessa università i quali hanno  rinvenuto in un antico sito maya presso Xultun in Guatemala, una stanza dipinta con raffigurato il più antico calendario Maya mai ritrovato. I dipinti che raffigurano uomini in uniformi nere e cicli lunali e planetari risalgono al nono secolo dopo Cristo, e sono quindi di molto precedenti ai codici che ispirano le presunte previsioni apocalittiche.
Le annotazioni sulle pareti sembrano rappresentare i vari cicli del calendario Maya: il calendario cerimoniale di 260 giorni; il calendario solare di 365 giorni; il ciclo di 584 giorni del pianeta Venere e il ciclo di 780 giorni di Marte. Secondo i ricercatori quella ritrovata potrebbe essere anche la stanza di uno scriba: ''Per la prima volta si arriva a vedere quelle che potrebbero essere le annotazioni tenute da uno scriba, il cui compito era quello di essere il custode dei 'documenti' di una comunita' Maya'' osserva Saturno.
Inoltre i ricercatori rilevano che nonostante la credenza popolare, non vi e' alcun segno nei calendari Maya che il mondo finisca nel 2012 ma che termina solo uno dei cicli del calendario.

I Maya


martedì 8 maggio 2012

Mummia Oetzi: trovate tracce di sangue

E’ uno dei fatti di sangue più antichi di cui sia giunta traccia ben lontano dall’essere risolto:
l’omicidio di Oetzi.
Nel 1991 fu rinvenuto il suo corpo mummificato, vecchio di 5300 anni, sul ghiacciaio del Similaun con una freccia conficcata nella schiena, ma chi scagliò quella freccia e per quale motivo probabilmente non lo sapremmo mai.

Le ultimi novità arrivano dall’Istituto per le mummie di Bolzano, dove il professor Zink ha rinvenuto tracce di sangue attorno alla ferita della mummia.
Si tratta di una scoperta eccezionale,in quanto il sangue di Oetzi è il più antico mai osservato fino ad oggi.


sabato 21 aprile 2012

Archeologia: scoperta Stonehenge svedese piu' antica di 1000 anni

Si e' da sempre ritenuto che l'antico sito scandinavo di Kaseberga, celebre come la Stonehenge svedese, risalisse a circa mille anni fa. Adesso un nuovo studio fa scivolare il sito archeologico, noto come le Pietre di Ale, ad oltre 2500 anni fa. La struttura megalitica slitterebbe cosi' all'eta' del bronzo scandinava e sarebbe, secondo la ricerca, un calendario astronomico che ripropone la stessa geometria sotterranea del sito di Stonehenge in Inghilterra. "Possiamo finalmente sostenere che Stonehenge adesso ha una sorella minore" - ha commentato Nils-Axel Morner, geologo dell'Universita' di Stoccolma, co-autore dell'indagine pubblicata sul Journal of Astronomy and Astrophysics.

Fonte Agi.it

giovedì 5 aprile 2012

Sensazionale scoperta in Eritrea

Straordinaria scoperta in Eritrea effettuata da un team diretto da Alfredo Coppa, paleoantropologo dell'Università La Sapienza di Roma.

Durante l'ultima campagna di scavi nel bacino sedimentario di Buya (Dancalia), è stata ritrovata una grande quantità di reperti umani e dell'industria litica (dal greco antico lithos,"pietra" è l'insieme degli oggetti di pietra realizzati dall'uomo) risalenti a circa un milione di anni fa.

Il sito, ribattezzato "Il santuario delle amigdale", contiene una distesa disseminata da centinaia di amigdale ( pietra scheggiata e lavorata ), alcune pietre bifacciali scheggiate dai primi uomini che occuparono il territorio circa un milione di anni fa.

Sono stati rinvenuti anche dei frammenti di ossa craniche e un dente che potrebbero aiutare la definizione storica degli uomini che realizzarono queste opere e alla caratterizzazione dell'evoluzione umana in quella fase.

mercoledì 21 marzo 2012

Straordinaria scoperta archeologica nel palermitano

Straordinaria scoperta nella stazione ferroviaria di Santa Flavia dove è stata ritrovata una tomba di epoca romana. Si tratta di un complesso funerario con due camere sepolcrali, al quale si può accedere con una scala risalente all’epoca della tomba.

Gli esperti della Sovrintendenza ai beni culturali di Palermo considerano la scoperta di ”eccezionale importanza”. L’area ricade nella necropoli dell’antica città di Solunto. Già alla fine dell’Ottocento Antonio Salinas aveva scoperto le prime tombe scavate nella roccia di età ellenistica. Le sepolture del complesso sarebbero state già saccheggiate da ”tombaroli” qualche secolo fa.

mercoledì 7 marzo 2012

Grecia, in mostra il relitto di Antikythera


A distanza di oltre un secolo dalla scoperta del relitto di Antikythera, i reperti archeologici portati allora alla luce si potranno vedere esposti tutti insieme grazie ad una mostra organizzata dal Museo Archeologico Nazionale di Grecia dal titolo "Il relitto di Antikythera,
La mostra sara' inaugurata il prossimo 5 aprile e rimara' aperta sino alla fine di aprile 2013.
Si tratta di 378 reperti fra i quali sculture, vasi di argilla e di bronzo, monete, gioielli, frammenti della nave e, naturalmente, il famoso meccanismo di Antikythera, considerato il piu' antico computer mai realizzato.
"Il piu' antico esemplare della tecnologia sopravvissuto e che cambia completamente le nostre conoscenze circa l'antica tecnologia ellenica", affermo' parlando di questo misterioso oggetto il suo primo studioso, il fisico e matematico britannico Derek De Solla Price.
Fra i reperti esposti nella mostra ci saranno inoltre piatti, brocche e anfore con la base acuta usate per il trasporto di acqua, olio, vino e cibi secchi necessari per i lunghi viaggi.

IL MECCANISMO DI ANDIKITHIRA

mercoledì 22 febbraio 2012

Le maschera di giada dei Maya




La Pinacothèque de Paris presenta la più importante scoperta archeologica degli ultimi dieci anni fatta in Messico: le maschere di giada.
La mostra, realizzata in collaborazione con l’Istituto nazionale di Antropologia e Storia francese presenta una quindicina di maschere esposte al fianco di un centinaio di opere che ricostruiscono la cultura maya.
In queste maschere sono rappresentati i volti della varie divinità.
Gli antichi Maya utilizzavano la giada, in quanto era il materiale più prezioso, simbolo della fertilità e del potere di dare vita eterna, dopo la morte, ai dignitari.
Nel Popol Vuh, il libro sacro dei Maya, la creazione avvenne con uno scenario nel quale il mare era riunito sotto il cielo, con lo stesso colore verbe-blu che caratterizza le maschere e simboleggia il centro del mondo e quindi la nascita dell’esistenza.


LES MASQUES DE JADE MAYAS”
Parigi - Pinacothèque de Paris
Fino al 10 giugno 2012


I Maya

giovedì 16 febbraio 2012

Scoperta archeologica importante. Ideogrammi aztechi a Città del Messico

Ideogrammi che rappresentano immagini di guerra ma anche di sacrifici umani.
Scoperta archeologica importante in Messico, da 23 pietre di una pavimentazione tornata alla luce a Mexico City riemergono simboli, miti e leggende delle civiltà centro-americane cancellate dai conquistadores.



Tenochtitlán. Hernán Cortèz conquista la capitale atzeca


sabato 11 febbraio 2012

Nuovi scavi archeologici in un sito dell’Anatolia potrebbero far emergere un antico regno dimenticato, quello di Tuwana


A capo della missione congiunta delle Università di Pavia e di New York è Lorenzo d’Alfonso che ha illustrato, durante una conferenza stampa, i risultati della missione in Turchia.
Questa nuova scoperta dell'archeologia preclassica, da portare avanti nella Cappadocia meridionale, e' stata fatta a Kinik Hoyuk, ha detto lo studioso riferendosi ad un sito relativo soprattutto all'inizio del primo millennio avanti Cristo
”L'area fa parte pienamente, ha detto ancora d'Alfonso, del regno dimenticato di Tuwana, finora noto attraverso geroglifici e alcune fonti dell'impero assiro ma mai studiato archeologicamente: ''un sito assolutamente intatto, in cui nessuno ha messo mano cercando di collocarlo storicamente per capire a che civiltà appartenga e che ruolo abbia svolto in questa regione''.
Quello di Kinik Hoyuk, ha sottolineato l'archeologo, per dimensioni è fra i siti maggiori dell'Anatolia preclassica, se si esclude la capitale degli Ittiti: le stime più caute lo inquadrano su ventiquattro ettari ''ma i topografi ci dicono che potrebbe essere di ottantuno ettari''.
''Il sito era stato lambito da ricognizioni di un paio di colleghi, ma la sua importanza è emersa dalla ricognizione che abbiamo fatto noi'', ha detto d'Alfonso ricordando che ''la Cappadocia meridionale e' importante perchè aveva il controllo sulle Porte cilicie, ossia sul passaggio fra Oriente e occidente, e fra l'Europa e l'Asia'': uno degli snodi più importanti del mondo in quel periodo e al cui centro si colloca Kinik Koyuk. Quello di Tuwana era un piccolo stato cuscinetto fra il regno di Frigia e l'impero assiro e proprio per questo particolarmente ricco: “uno dei grandi temi del nostro studio e' legato alla ricchezza culturale di questo regno'', ha sottolineato l'archeologo riferendosi soprattutto allo sviluppo dell'alfabeto. In particolare, ha notato d'Alfonso, sono state rinvenute nelle vicinanze tre stele di età del ferro, non in ottimo stato di conservazione ma che dicono molto dell'importanza che doveva avere il sito.

Fonte AnsaMed

giovedì 9 febbraio 2012

Collezione glittica ai Musei Capitolini

Scarabeo egizio

Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei, preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli.
Collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali giunti dall'Egitto antico, dall'Oriente, dal mondo greco-romano e dall'Europa moderna.
Oltre al corposo nucleo di scarabei egizi con nomi di faraoni, vi sono numerosi intagli e cammei di epoca romana, fra cui un ritratto di Commodo Ercole.


sabato 4 febbraio 2012

Corso di formazione sulle tecnologie in uso nella preistoria

L’associazione culturale
“Archeologia Sperimentale”

organizza:

CORSO DI FORMAZIONE SULLE TECNOLOGIE IN USO NELLA PREISTORIA
Sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 ore 9 - 17
Città Prato
Lo stage è rivolto ad archeologi, studenti di Scienze Umanistiche e Naturali, insegnanti, operatori museali, guide archeologiche, naturalistiche, ambientali o turistiche, operatori culturali e semplici appassionati. Tale corso tratta la tecnologia dell'Uomo nella Preistoria. All'interno di esso verranno affrontati diversi procedimenti tecnologici dei nostri antenati.

Programma di massima

Riconoscere le materie prime adatte alla scheggiatura (la selce, il diaspro, l'ossidiana, le quarziti...); analizzare le varie tecniche di scheggiatura (diretta, indiretta, pressione e ritocco) e le regole che determinano la scheggiatura, oltre alla prova pratica da parte dei partecipanti.
I partecipanti produrranno sperimentalmente alcuni distacchi per produrre qualche strumento attraverso il ritocco a pressione, che serviranno per realizzare manufatti durante lo stage
Produzione di cordicelle realizzate ritorcendo fibre vegetali, tendini e budella di animali.
Vedremo quali sono gli usi e i vantaggi del fuoco, oltre alle tecniche di accensione (con percussione e frizione), attraverso la dimostrazione e le prove pratiche.
Verrà lavorata la pelle, spiegata la modalità di concia attraverso la dimostrazione e la prova pratica del raschiamento di una pelle.
Per quanto riguarda i colori minerali, verranno presentati l'ocra e altri ossidi e minerali; si affronterà la loro preparazione e utilizzo, con realizzazione di pennelli, tamponi, e altri strumenti che verranno utilizzati per le diverse tecniche pittoriche (compresa quella a spruzzo).
I partecipanti potranno realizzare una collana utilizzando la steatite e conchiglie fossili e attuali,
Lavorare l'osso; produrre aghi d'osso e con le relative crune.
Infine verranno eseguite prove pratiche di utilizzo di armi come il propulsore e il bolas.
I partecipanti al termine dello stage avranno sperimentato personalmente le varie attività e quindi saranno pronti per svolgere laboratori a terzi sull’accensione del fuoco con le pietre focaie, sulla realizzazione di pitture preistoriche con tecnica a spruzzo, sulla realizzazione di aghi d’osso e monili in conchiglia e steatite per mezzo della levigazione, sulla realizzazione di perforatori e grattatoi in selce, e sulla produzione di cordicelle in fibre vegetali e animali. Durante lo stage, verranno illustrate norme sulla sicurezza e regole per poter gestire le varie tecnologie ad un pubblico di ragazzi o adulti senza farsi male. Inoltre potrò fornire materie prime come: pietre focaie, steatite e carbonato di calcio per realizzare monili, parti o palchi interi di cervo, ocra rossa o gialla. Gli oggetti prodotti durante lo stage rimarranno di loro proprietà.

Leggi sotto cosa ne pensano ci partecipa:


Associazione Culturale
"Archeologia Sperimentale"

mercoledì 25 gennaio 2012

Scoperta in Sudafrica una serie di nidi di dinosauro

Una serie di nidi di uova di dinosauro risalenti a circa 190 milioni di anni fa è stata scoperta durante scavi archeologici presso il Golden Gate Highlands National Park.
Le uova apparterebbero a un esemplare di prosauropode Massospondylus e svelerebbero per la prima volta alcuni particolari finora sconosciuti sul comportamento riproduttivo di questi dinosauri più antichi: nel sito sono stati rinvenuti almeno 10 diversi gruppi di uova, numerosi contenenti embrioni, e piccole impronte di baby-dinosauri. Ciò farebbe presumere che le femmine tornavano più volte ai nidi e che i cuccioli rimanevano all'interno della covata fino almeno a raddoppiare la propria taglia. Impressionante anche la differenza tra la femmina adulta, fino a sei metri di lunghezza, e le dimensioni delle uova, di circa sei-sette cm di diametro, cosa che indicherebbe una certa cautela nel disporre le covate, dopo aver deposto le uova.

Fonte Onli.it

Video of University of Toronto Mississauga Professor Robert Reisz and Professor David Evans at a dinosaur excavation site in Golden Gate Highlands National Park, South Africa

venerdì 20 gennaio 2012

Grecia: le dieci scoperte più importanti del 2011

1) Una statuetta di legno di 2.500 anni fa in perfette condizioni, ritrovato nel Santuario di Artemide a Vravrona. Insieme alla statuetta sono venuti alla luce anche altri oggetti tutti del V secolo a.C.

2) Un timbro quadrato di diaspro, di color rosso scuro con sopra incisi segni di geroglifico minoico, la scrittura piu' antica tra quelle minoiche di Creta, scoperto nel Santuario del Picco sul monte Vrysinas a Rethimnon, sull'isola di Creta.

3) Tombe di uomini sepolti insieme con i loro animali (undici uomini e sedici animali tra cavalli,cani,buoi e un maiale) venute alla luce nella localita' Mavropigi di Eordeas. La particolarita' della necropoli consiste nel grande numero di animali posti accanto ai defunti umani.

4) Una statua di marmo che rappresenta il dio Ermes copia di un'opera del IV secolo a.C. proveniente dal laboratorio del grande scultore Polycleitos di Argos. E' stata rinvenuta nel piccolo teatro dell'Antica Epidauro durante scavi presso il monumento e fu scolpita probabilmente intorno al II secolo a.C.

5) L'epigrafe leggibile piu' antica sinora scoperta in territorio europeo. Si tratta di una scritta tracciata su una piastra d''argilla con la scrittura nota come "lineare B" incisa circa 3.500 anni fa e scoperta nella localita' di Iklaina di Messinia.

6) L'occhio di Tutankhamon, un piccolo gioiello d'oro che rappresenta un occhio umano risalente all'VIII-VII secolo a.C. e simile a quello della maschera d'oro funebre del famoso faraone egiziano. E' stato trovato all'interno di una giara in una tomba della necropoli dell'antica Elefterna, il sito archeologico piu' importante presso la citta' di Rethimnon, a Creta.

7) Diverse tombe di famiglia che vanno dal X all'VIII secolo a.C., scoperte nella località di Hlois a Velestinou, nella Grecia centrale. Al loro interno, oltre ai resti dei defunti, anche molti oggetti votivi (spade, coltelli e vasi di varie forme).

8) Una statuetta di rame del 1.600 a.C. scoperta durante gli scavi a Zominthos, sulla montagna di Psiloritis, la cima piu' alta dell'isola di Creta. La statuetta, denominata "Minoitis", e' in posizione cerimoniale in quanto ha una mano tesa a coprire gli occhi come ad evitare di essere abbagliata dalla visione della Divinita'.

9) Decine di frammenti di Kouroi (statue di adolescenti maschi), scolpiti nel marmo opalescente di Paros, scoperti vicino al santuario di Apollo sull'isola deserta di Dispotico. Finora sono tornati alla luce circa sessanta pezzi di sculture fra cui cinque teste di Kouros, una testa di donna e oltre 10 tronchi. Fra questi una statua di Kouros con la mano piegata sul torace: un modello che si trova solo nei laboratori di scultura di Paros del VI secolo a.C.

10) Un santuario dedicato ad Artemide, forse il piu' grande fra quelli di Creta, lungo 52 metri e largo 19,60, scoperto in localita' Kefala. Nel tempio si venerava Artemide Scopelitida e sia la sua architettura che le sue dimensioni lasciano supporre che all'epoca fosse un santuario di grande prestigio religioso.

mercoledì 18 gennaio 2012

Scoperta la più antica tavola astrologica


Un team di archeologi ha terminato la ricostruzione della più antica tavola astrologica mai ritrovata in Europa, scoperta oltre un decennio fa all'interno di una grotta in Croazia. La tavola, giunta ai giorni nostri solo in alcuni frammenti, risalirebbe ad oltre 2000 anni fa, è composta da 30 pezzi d'avorio e incisa con i segni zodiacali (sono visibili solo l'immagine greco-romana del Cancro, dei Gemelli e dei Pesci).

La tavola astrologica è stata scoperta nel 1999 all'interno di una grotta che si affaccia sull'Adriatico chiamata dai locali "Spila" ( caverna), ma al tempo degli scavi nessuno si accorse che una sezione della grotta era stata sigillata da detriti di roccia, probabilmente per proteggere il contenuto di una "stanza segreta" dall'invasione romana.

La moglie di Stašo Forenbaher, archeologo dell'Istituto di Ricerca Antropologica di Zagabria, fu la prima a notare l'antro nascosto della . Rimuovendo le rocce che bloccavano l'ingresso, venne scoperto un condotto lungo circa 10 metri ricoperto da un sottile strato di calcare che "si rompeva sotto i piedi man mano che si procedeva, il che significa che nessuno ha messo piede in quel luogo per molto, molto tempo" spiega Forenbaher.

All'interno di questa stanza segreta, gli archeologi hanno trovato una stalagmite di forma fallica, numerose coppe rimaste inutilizzate per centinaia di anni, e frammenti di apparentemente riconducibili ad un unico artefatto. "Nel corso degli scavi sono saltati fuori questi piccoli pezzi di avorio, ma sul momento non abbiamo realizzato cosa potessero essere. Sono quindi seguiti anni di ricostruzioni, scoprendo sempre nuovi frammenti e cercando di capire come metterli insieme".

Dopo la ricomposizione dei frammenti disponibili, gli archeologi si trovarono di fronte ad una tavola astrologica, probabilmente la più antica mai scoperta.
La tavoletta risalirebbe a circa 2.200 anni fa, poco prima che l'astrologia babilonese iniziasse a diffondersi nel Mediterraneo divenendo particolarmente popolare in Egitto, al tempo governato da una dinastia di regnanti di origine greca.

"L'archeologia babilonese si è trasformata diventando l'astrologia greca, che è essenzialmente la versione moderna dell'astrologia" spiega Alexander Jones, professore dell'Institute for the Study of the Ancient World. La tavoletta, quindi sarebbe un'espressione della cultura astrologica pre-moderna.

"La tavoletta mostrava al suo utilizzatore la posizione di ogni pianeta, la posizione del sole, della luna e in quale punto dello erano sorti o tramontati sull'orizzonte al momento della nascita" continua Jones. "E' probabilmente più antico di ogni altro esemplare simile. E' anche più antico di ogni altro oroscopo scritto risalente al mondo greco-romano. Abbiamo molti oroscopi in forma scritta, su papiro o su parete, ma nessuno antico come questo".

E' difficile stabilire dove la tavoletta sia stata realizzata, e l'Egitto è una delle origini proposte. L'avorio utilizzato per creare l'artefatto proverrebbe dall'Africa, e potrebbe essere stato conservato anche per decadi prima del suo utilizzo, essendo una materia rara e molto costosa l tempo.

Potrebbe essere giunto in Europa lungo una rotta che attraversava l'Adriatico e che terminava nel regno degli Illiri, antica popolazione di lingua indoeuropea apparentemente arretrata rispetto alla tecnologia del tempo, ma che da qualche anno sta riservando qualche sorpresa.

E' possibile che un astrologo proveniente da una delle colonie greche in contatto con gli Illiri possa aver raggiunto la caverna per avere una previsione del futuro. "Non sembra proprio il luogo più pratico per fare un oroscopo, ad esempio per calcolare le posizioni dei " dice Jones.

L'altra ipotesi è che la tavoletta astrologica possa essere giunta in Illiria attraverso uno scambio di beni, senza che gli Illiri ne potessero comprendere pienamente la funzione e intuire il reale significato di quei segni. Se fosse questo il caso, la tavola e le coppe costituirebbero l'offerta ad un'ipotetica divinità collegata alla caverna".

"C'è realmente la possibilità che la tabola astrologica possa essere stata un offerta assieme ad altri oggetti speciali comprati o saccheggiati da una nave di passaggio" spiega Forenbaher. Le coppe scoperte nella caverna, infatti, sono quasi tutte di origine straniera, e potrebbero essere anch'esse frutto di furti o scambi commerciali.

Non si ha ancora alcun indizio su quale possa essere stata la divinità connessa alla caverna, ma si pensa che la stalagmite di forma fallica (che potrebbe essere di origine del tutto naturale) sia stata per i locali una sorta di oggetto magico. "Di certo aveva un significato importante. Questo è un posto in cui gli oggetti venivano offerti ad un qualche potere sovrannaturale, a qualche entità trascendentale" conclude Forenbaher.

Fonte
Good Heavens! Oldest-Known Astrologer's Board Discovered

venerdì 6 gennaio 2012

Montalto di Castro. Sono trentasette le tombe etrusche ritrovate

Una delle tombe trovate in provincia di Viterbo potrebbe essere appartenuta ad un nobile o ad una alto dignitario della comunità etrusca locale.
Questo è quanto ritengono gli archeologi della Soprontendenza all'Etruria meridionle.
Infatti in un dromos (corridoio d'ingresso) della sepoltura sono state rinvenute le ossa di un cavallo e una olla.
Solo i principi e i dignitari venivano sepolti con i loro cavalli e le armature.
Due tombe sono già state esplorate, una è risultata saccheggiati in tempi remoti, tuttavia secondo gli archeologi dovrebbe contenere ancora parte del corredo funebre, l'altra dovrebbe essere ancora intatta.