mercoledì 22 febbraio 2012

Le maschera di giada dei Maya




La Pinacothèque de Paris presenta la più importante scoperta archeologica degli ultimi dieci anni fatta in Messico: le maschere di giada.
La mostra, realizzata in collaborazione con l’Istituto nazionale di Antropologia e Storia francese presenta una quindicina di maschere esposte al fianco di un centinaio di opere che ricostruiscono la cultura maya.
In queste maschere sono rappresentati i volti della varie divinità.
Gli antichi Maya utilizzavano la giada, in quanto era il materiale più prezioso, simbolo della fertilità e del potere di dare vita eterna, dopo la morte, ai dignitari.
Nel Popol Vuh, il libro sacro dei Maya, la creazione avvenne con uno scenario nel quale il mare era riunito sotto il cielo, con lo stesso colore verbe-blu che caratterizza le maschere e simboleggia il centro del mondo e quindi la nascita dell’esistenza.


LES MASQUES DE JADE MAYAS”
Parigi - Pinacothèque de Paris
Fino al 10 giugno 2012


I Maya

giovedì 16 febbraio 2012

Scoperta archeologica importante. Ideogrammi aztechi a Città del Messico

Ideogrammi che rappresentano immagini di guerra ma anche di sacrifici umani.
Scoperta archeologica importante in Messico, da 23 pietre di una pavimentazione tornata alla luce a Mexico City riemergono simboli, miti e leggende delle civiltà centro-americane cancellate dai conquistadores.



Tenochtitlán. Hernán Cortèz conquista la capitale atzeca


sabato 11 febbraio 2012

Nuovi scavi archeologici in un sito dell’Anatolia potrebbero far emergere un antico regno dimenticato, quello di Tuwana


A capo della missione congiunta delle Università di Pavia e di New York è Lorenzo d’Alfonso che ha illustrato, durante una conferenza stampa, i risultati della missione in Turchia.
Questa nuova scoperta dell'archeologia preclassica, da portare avanti nella Cappadocia meridionale, e' stata fatta a Kinik Hoyuk, ha detto lo studioso riferendosi ad un sito relativo soprattutto all'inizio del primo millennio avanti Cristo
”L'area fa parte pienamente, ha detto ancora d'Alfonso, del regno dimenticato di Tuwana, finora noto attraverso geroglifici e alcune fonti dell'impero assiro ma mai studiato archeologicamente: ''un sito assolutamente intatto, in cui nessuno ha messo mano cercando di collocarlo storicamente per capire a che civiltà appartenga e che ruolo abbia svolto in questa regione''.
Quello di Kinik Hoyuk, ha sottolineato l'archeologo, per dimensioni è fra i siti maggiori dell'Anatolia preclassica, se si esclude la capitale degli Ittiti: le stime più caute lo inquadrano su ventiquattro ettari ''ma i topografi ci dicono che potrebbe essere di ottantuno ettari''.
''Il sito era stato lambito da ricognizioni di un paio di colleghi, ma la sua importanza è emersa dalla ricognizione che abbiamo fatto noi'', ha detto d'Alfonso ricordando che ''la Cappadocia meridionale e' importante perchè aveva il controllo sulle Porte cilicie, ossia sul passaggio fra Oriente e occidente, e fra l'Europa e l'Asia'': uno degli snodi più importanti del mondo in quel periodo e al cui centro si colloca Kinik Koyuk. Quello di Tuwana era un piccolo stato cuscinetto fra il regno di Frigia e l'impero assiro e proprio per questo particolarmente ricco: “uno dei grandi temi del nostro studio e' legato alla ricchezza culturale di questo regno'', ha sottolineato l'archeologo riferendosi soprattutto allo sviluppo dell'alfabeto. In particolare, ha notato d'Alfonso, sono state rinvenute nelle vicinanze tre stele di età del ferro, non in ottimo stato di conservazione ma che dicono molto dell'importanza che doveva avere il sito.

Fonte AnsaMed

giovedì 9 febbraio 2012

Collezione glittica ai Musei Capitolini

Scarabeo egizio

Per i prossimi dieci anni, i Musei Capitolini ospiteranno quasi seicento tra gemme e cammei, preziosi esemplari della collezione di glittica della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli.
Collezione che abbraccia cinque millenni di storia, ricca di materiali giunti dall'Egitto antico, dall'Oriente, dal mondo greco-romano e dall'Europa moderna.
Oltre al corposo nucleo di scarabei egizi con nomi di faraoni, vi sono numerosi intagli e cammei di epoca romana, fra cui un ritratto di Commodo Ercole.


sabato 4 febbraio 2012

Corso di formazione sulle tecnologie in uso nella preistoria

L’associazione culturale
“Archeologia Sperimentale”

organizza:

CORSO DI FORMAZIONE SULLE TECNOLOGIE IN USO NELLA PREISTORIA
Sabato 17 e domenica 18 marzo 2012 ore 9 - 17
Città Prato
Lo stage è rivolto ad archeologi, studenti di Scienze Umanistiche e Naturali, insegnanti, operatori museali, guide archeologiche, naturalistiche, ambientali o turistiche, operatori culturali e semplici appassionati. Tale corso tratta la tecnologia dell'Uomo nella Preistoria. All'interno di esso verranno affrontati diversi procedimenti tecnologici dei nostri antenati.

Programma di massima

Riconoscere le materie prime adatte alla scheggiatura (la selce, il diaspro, l'ossidiana, le quarziti...); analizzare le varie tecniche di scheggiatura (diretta, indiretta, pressione e ritocco) e le regole che determinano la scheggiatura, oltre alla prova pratica da parte dei partecipanti.
I partecipanti produrranno sperimentalmente alcuni distacchi per produrre qualche strumento attraverso il ritocco a pressione, che serviranno per realizzare manufatti durante lo stage
Produzione di cordicelle realizzate ritorcendo fibre vegetali, tendini e budella di animali.
Vedremo quali sono gli usi e i vantaggi del fuoco, oltre alle tecniche di accensione (con percussione e frizione), attraverso la dimostrazione e le prove pratiche.
Verrà lavorata la pelle, spiegata la modalità di concia attraverso la dimostrazione e la prova pratica del raschiamento di una pelle.
Per quanto riguarda i colori minerali, verranno presentati l'ocra e altri ossidi e minerali; si affronterà la loro preparazione e utilizzo, con realizzazione di pennelli, tamponi, e altri strumenti che verranno utilizzati per le diverse tecniche pittoriche (compresa quella a spruzzo).
I partecipanti potranno realizzare una collana utilizzando la steatite e conchiglie fossili e attuali,
Lavorare l'osso; produrre aghi d'osso e con le relative crune.
Infine verranno eseguite prove pratiche di utilizzo di armi come il propulsore e il bolas.
I partecipanti al termine dello stage avranno sperimentato personalmente le varie attività e quindi saranno pronti per svolgere laboratori a terzi sull’accensione del fuoco con le pietre focaie, sulla realizzazione di pitture preistoriche con tecnica a spruzzo, sulla realizzazione di aghi d’osso e monili in conchiglia e steatite per mezzo della levigazione, sulla realizzazione di perforatori e grattatoi in selce, e sulla produzione di cordicelle in fibre vegetali e animali. Durante lo stage, verranno illustrate norme sulla sicurezza e regole per poter gestire le varie tecnologie ad un pubblico di ragazzi o adulti senza farsi male. Inoltre potrò fornire materie prime come: pietre focaie, steatite e carbonato di calcio per realizzare monili, parti o palchi interi di cervo, ocra rossa o gialla. Gli oggetti prodotti durante lo stage rimarranno di loro proprietà.

Leggi sotto cosa ne pensano ci partecipa:


Associazione Culturale
"Archeologia Sperimentale"