sabato 11 febbraio 2012

Nuovi scavi archeologici in un sito dell’Anatolia potrebbero far emergere un antico regno dimenticato, quello di Tuwana


A capo della missione congiunta delle Università di Pavia e di New York è Lorenzo d’Alfonso che ha illustrato, durante una conferenza stampa, i risultati della missione in Turchia.
Questa nuova scoperta dell'archeologia preclassica, da portare avanti nella Cappadocia meridionale, e' stata fatta a Kinik Hoyuk, ha detto lo studioso riferendosi ad un sito relativo soprattutto all'inizio del primo millennio avanti Cristo
”L'area fa parte pienamente, ha detto ancora d'Alfonso, del regno dimenticato di Tuwana, finora noto attraverso geroglifici e alcune fonti dell'impero assiro ma mai studiato archeologicamente: ''un sito assolutamente intatto, in cui nessuno ha messo mano cercando di collocarlo storicamente per capire a che civiltà appartenga e che ruolo abbia svolto in questa regione''.
Quello di Kinik Hoyuk, ha sottolineato l'archeologo, per dimensioni è fra i siti maggiori dell'Anatolia preclassica, se si esclude la capitale degli Ittiti: le stime più caute lo inquadrano su ventiquattro ettari ''ma i topografi ci dicono che potrebbe essere di ottantuno ettari''.
''Il sito era stato lambito da ricognizioni di un paio di colleghi, ma la sua importanza è emersa dalla ricognizione che abbiamo fatto noi'', ha detto d'Alfonso ricordando che ''la Cappadocia meridionale e' importante perchè aveva il controllo sulle Porte cilicie, ossia sul passaggio fra Oriente e occidente, e fra l'Europa e l'Asia'': uno degli snodi più importanti del mondo in quel periodo e al cui centro si colloca Kinik Koyuk. Quello di Tuwana era un piccolo stato cuscinetto fra il regno di Frigia e l'impero assiro e proprio per questo particolarmente ricco: “uno dei grandi temi del nostro studio e' legato alla ricchezza culturale di questo regno'', ha sottolineato l'archeologo riferendosi soprattutto allo sviluppo dell'alfabeto. In particolare, ha notato d'Alfonso, sono state rinvenute nelle vicinanze tre stele di età del ferro, non in ottimo stato di conservazione ma che dicono molto dell'importanza che doveva avere il sito.

Fonte AnsaMed