martedì 17 luglio 2012

La città "perduta” dei Vichinghi


Un team archeologico ha riportata alla luce, nella Germania settentrionale, una cittadina dell'VIII secolo.
Potrebbe essere la base militare vichinga di Sliasthorp, descritta per la prima volta nell’804 d.C. nei documenti del Sacro Romano Impero.
Questo l’annuncio degli archeologi al lavoro negli scavi di Füsing, vicino al confine con la Danimarca.
Sia che si tratti della città che fu usata dai primi re scandinavi come base militare, o di altra città, secondo gli archeologi il sito offre un serie di importanti testimonianze  relative all’organizzazione militare e alla pianificazione urbanistica della civiltà vichinga.
Fin’ora gli scavi, iniziati nel 2010, hanno riportato alla luce trenta edifici; le immagini aeree e i rilevamenti geomagnetici tuttavia indicano la presenza di altri duecento edifici, tra cui spicca una casa comune lunga trenta metri e larga nove.
L’edificio sembra recare i segni di un violento attacco: punte di frecce sono state rinvenute nelle pareti carbonizzate, inoltre è stato ritrovato un tribolo, arma di ferro con più punte che veniva posata a terra per ferire i nemici che vi finivano sopra:
Sono stati inoltre ritrovati gioielli, perline di vetro, monete d’argento e monili.
Secondo i resoconti dell’804 d.C. Sliasthorp era una base militare del sovrano Gotrik, noto anche come Godfred o Gudfred, che all’inizio dell’VIII secolo ristrutturò e rimise in funzione il Danevirke ( un sistema di fortificazione lungo una trentina di chilometri costruito attorno al 700 d.C.), per fronteggiare la minaccia dell’espansione dell’impero franco.