sabato 12 ottobre 2013

Un abbraccio riemerge da una tomba

Ancora un'eccezionale scoperta archeologica nella Tuscia.
Questa volta ad essere riportati alla luce sono stati due scheletri: un corpo trovato in posizione supina, con accanto, ancora accovacciato, un altro appartenuto ad una persona giovane, entrambi con due anelli di bronzo tra le dita. L'uno accanto all'altro, riuniti in sorta di abbraccio che ha resistito per secoli. Il più giovane, infatti, è stato tumulato con una mano posata sul ventre dell'altro.

La scoperta è avvenuta alla fine di settembre durante la terza campagna di scavi nella necropoli etrusca di Vigna la Piazza, a Grotte di Castro, a opera del gruppo archeologico ‘’Castrum Cryptarum’’ e dall’archeologo, funzionario per la soprintendenza dell’Etruria meridionale e direttore degli scavi Enrico Pellegrini.

‘’Si tratta di una tomba bisoma a fossa – spiega il professor Pellegrini – tipica della necropoli di Vigna la Piazza. Il particolare ritrovamento sta nel fatto che le due deposizioni sono state rinvenute l’una accanto all’altra. Il primo corpo era disteso sul sepolcro mentre il secondo, di corporatura più minuta, era accovacciato accanto, con una mano che poggiava sulla pancia del primo. Questo ritrovamento – spiega il funzionario – è unico nel suo genere all’interno della necropoli. Infatti, le altre tombe portate alla luce erano tutte singole’’.

Un’altra particolarità è data dal fatto che all’interno del sepolcro non è stato trovato alcun tipo di corredo, nessuna lancia o arma, che è tipica delle sepolture maschili, e nessuna fibbia, gioiello, o ornamento, tipici invece delle deposizioni femminili.

Secondo il professor Pellegrini, a una prima analisi prettamente visiva, i due scheletri potrebbero appartenere a una madre e un figlio. I due corpi, infatti, oltre ad avere in comune gli anelli di bronzo, presentano differenze fisiche molto diverse. Quello trovato supino, infatti, presenta tutte le caratteristiche di un adulto, mentre il secondo, di corporatura minuta, potrebbe appartenere a un giovane. Per sapere il sesso di entrambi, invece, si dovranno attendere i risultati delle indagini antropologiche.

Il rinvenimento della tomba, però, non è l’unico caso rilevante. ‘’Durante la campagna – spiega il funzionario – abbiamo ritrovato delle sepolture, spesso con sarcofagi, di neonati. Purtroppo gli scheletri non si sono conservati nel tempo, ma abbiamo trovato alcuni corredi di prestigio. Questa particolarità è molto importante – spiega – perché non era consuetudine seppellire i bambini così piccoli con sarcofagi e corredi’’. E ancora sono stati trovati oggetti importati dalla Grecia, coppe, vasi e una figura in pasta vitrea che ritrae la divinità orientale Bees. ‘’Scoperte importanti – commenta Pellegrini – che testimoniano lo status elevato delle persone sepolte e il legame commerciale della civiltà con lontane realtà’’.

Vigna la Piazza è la necropoli più vicina al centro abitato e anche la più antica (datata alla seconda metà dell’VIII secolo a.C.).

Durante le tre campagne di scavi sono state rinvenute le tombe più imponenti e più ricche, nuclei di sepolture a inumazione caratterizzate dalla presenza di circoli di pietre che le delimitano e sepolture più recenti che vanno dalla fine del VII secolo alla metà del VI secolo. a.C..